Rotterdam: un viaggio architettonico nella New York d’Europa

In tanti siamo abituati ad abbinare i Paesi Bassi con mulini a vento e immense distese di tulipani, vedendolo come paese strettamente collegato alle tradizioni e alla natura (cosa verissima), ma i Paesi Bassi non sono solo questo, ci sono città in cui l’innovazione è la parola d’ordine, basti pensare a Eindhoven, città in cui lo stile di vita stesso è modernità, con concept shop e idee innovative ovunque. Ma c’è una città su tutte che colpisce non tanto per l’innovazione quanto per l’architettura che ostenta orgogliosamente: Rotterdam.

All’alba del secondo dopoguerra Rotterdam si presentava come un cumulo di macerie, solo il quartiere Delftshaven si salvò dai bombardamenti nazisti (quartiere rimasto così come ai tempi), tutto il resto era polvere. Ma si sa, l’inventiva olandese si è sempre distinta, dunque mattone per mattone ricostruirono la loro città e col passare degli anni si diede sempre più spazio alle fantasie degli architetti di grido mondiali, per far rinascere la città dalle fiamme, come una fenice. Passeggiando per Rotterdam infatti, potete imbattervi in decine di opere architettoniche che vi faranno spalancare pupille e cuore, io oggi ve ne presenterò otto, che si trovano in quartieri diversi ma molto vicini tra loro.

QUARTIERE PROVENIERSWIJK: la stazione del futuro

ROTTERDAM CENTRAAL
Forse la stazione più eclettica e mastodontica che abbia mai attraversato. Occupa la superficie di 46.000mq, con due facciate totalmente diverse l’una dall’altra. Una infatti accompagna il viaggiatore in un quartiere dal profumo classico, con le tipiche case in stile olandese del diciannovesimo secolo, quindi l’innovativa struttura si adegua a tale classicismo e si presenta come una grande vetrata, semplice ma d’impatto; dal lato opposto, invece, si entra proprio nel centro città dove i grattacieli sono il paesaggio, quindi la facciata si evolve, prendendo una forma a punta tipo astronave di ferro che ti dice “sei atterrato nel futuro, buon viaggio”… E che viaggio! Ovviamente anche l’interno della stazione è gigantesco e moderno, con un enorme schermo che intrattiene chi aspetta il suo treno e una quantità vertiginosa di negozi, bar e alimentari; insomma se arrivate a Rotterdam in treno (cosa che io faccio sempre), avrete subito un assaggio di quel che vi aspetta, quindi buon viaggio!

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QUARTIERE WILHELMINAPIER: un quartiere che lascia a bocca aperta

DE ROTTERDAM
È forse il grattacielo che spicca più di tutti, composto da tre torri interconnesse in cui risiedono uffici, hotel e appartamenti. Ci sono voluti quattro anni per costruirlo (iniziato nel 2009), è alto 44 piani (150mt) e l’idea era quella di creare una “vertical city” che desse risalto al quartiere dell’ex porto, uno dei più scarni della città, oggi ubicazione di decine di grattacieli spettacolari.

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KPN
Sorge proprio davanti al De Rotterdam ed è figlio della mente di Renzo Piano. Rispetto al De Rotterdam questo non pare neanche un grattacielo visti gli “appena” 96,5mt di altezza, ma non è questa la sua peculiarità. La facciata del grattacielo è infatti coperta da un pannello inclinato di 5,9 gradi e tempestato di 896 luci led che di notte illuminano la città a suon d’immagini grafiche e spot strettamente collegati a Rotterdam. La sua costruzione è iniziata nel 1998 e terminata nel 2000.

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ERASMUSBRUG
L’inclinazione della facciata del KPN non è casuale ma un tributo al ponte posto alla sua sinistra: il Ponte Erasmus, a mio avviso la struttura più incredibile di Rotterdam. Collega il centro città al quartiere Wilhelminapier, oltrepassando il Nieuwe Maas (fiume affluente del Reno) con le curve e l’eleganza di un cigno. Costruito tra il 1990 e il 1996, il ponte dona alla città un senso di grazia e rinascita, con la struttura in ferro bianco, l’impressionante lunghezza di 808mt e l’aggraziato pilone che raggiunge un’altezza di 139mt. I gradi d’inclinazione dei cavi che sorreggono il pilone sono uguali ai gradi d’inclinazione della facciata del KPN.

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HOTEL NEW YORK
Non ci sono solo opere recenti in questo quartiere, anzi, tra tutti i grattacieli presenti, attira l’attenzione una piccola struttura che profuma di passato: l’hotel New York. Lo stile Jugendstil regna sulla struttura che un tempo era sede dell’Holland American Line da cui partivano appunto le navi dirette verso l’America. Per anni questa struttura ha visto passare migliaia di famiglie in cerca di una vita migliore, pronte ad attraversare un oceano pur di ricominciare. Nel 1971 salpò l’ultima nave passeggeri e l’Holland American Line chiuse lasciando la struttura disabitata. Solo negli anni 90 è stata rimessa in piedi e adibita ad hotel, che oggi ha un’invidiabile vista sul vecchio porto.

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QUARTIERE BLAAK: tra case cubiche, mercati coperti e grattacieli da primato.

WITTE HUIS
Restando nell’ambito di strutture non recenti ma spostandoci di qualche km dal quartiere Wilhelminapier, troviamo la Witte Huis, la casa bianca, una struttura bellissima già di suo, ma che guadagna ancora più valore nel momento in cui si apprende di essere al cospetto del primo grattacielo d’Europa! Costruito negli ultimi anni del 1800, la casa bianca è alta 11 piani (43mt), caratteristica non indifferente per quegli anni, tant’è che alcuni temevano che la struttura non avrebbe retto sopra al terreno instabile di Rotterdam, cosa che si rivelò infondata, visto che questo palazzo è uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Lo stile in Art Nuveau e il bianco splendente lo fanno risaltare su tutto, nonostante si trovi circondato da opere avveniristiche uniche e bizzarre, di cui vi parlo sotto.

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– KUSWONINGEN
Si sviluppano proprio dietro la Witte Huis e sono forse l’emblema di Rotterdam. Costruite negli anni 80, sono il risultato dell’ingegnosa mente dell’architetto olandese Piet Blom, che attraverso dei cubi inclinati appoggiati a dei piloni, volle ricostruire una sorta di bosco residenziale, il risultato furono le iconiche case cubiche! Visitare questo complesso abitativo è un’esperienza sensoriale, dove tutto viene messo in discussione, la gravità per prima: infatti osservando le case da fuori, si ha l’impressione che gli interni stessi siano inclinati, ma fortunatamente uno di questi appartamenti è aperto al pubblico per permetterci di comprendere la loro ideazione. Resta uno stile di vita, secondo me, quello di scegliere di vivere all’interno di queste case, poco pratiche e decisamente sature di angoli inutilizzabili, ma allo stesso tempo un appartamento del genere ti aiuta a sbarazzarti del futile e godere dello spazio libero dal consumismo. Le case cubiche di Rotterdam non sono figlie uniche, prima di loro un altro complesso ha visto la luce a Helmond, sempre in Olanda, negli anni 70, mentre in anni più recenti sono state costruite anche in Canada, a Toronto.

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MARKTHAL
Uno dei miei posti preferiti di Rotterdam, nonché il mercato coperto più grande d’Europa (occupa una superficie di 100.000mq), un’opera costruita con il futuro nella mente. Si presenta come una grande struttura a forma di arco, con i balconi dei 228 appartamenti ad adornare i lati lunghi e le due grandi vetrate centrali a proteggere il mercato coperto nel centro, sede di 96 banchetti di slow food provenienti da tutto il mondo e 23 ristoranti e alimentari. Come decoro dell’immenso arco interno, è stato applicato un murales epico e coloratissimo, per cui ha collaborato anche la Pixar. Insomma tra colori, profumi, forme e luci, il Markthal regala un’esperienza unica e indimenticabile.

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Questa è Rotterdam, una città che ha un piede nel futuro e uno nel passato e tu visitatore viaggi nel tempo mentre la percorri, mentre ti guardi intorno meravigliato, a piedi, in bicicletta o in tram non importa, perché col tempo scoprirai che ogni mezzo utilizzato ti farà vivere un’esperienza e una prospettiva totalmente diversa da un altro, quindi cosa aspetti, il viaggio nel tempo ti aspetta!

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2021-01-21T20:31:19+00:00Gennaio 21st, 2021|Errando per Europa|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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