Riso Acquerello: visita alla Tenuta Colombara e Vercelli

C’è un momento dell’anno in cui il vercellese si trasforma in un immenso specchio d’acqua: è il celebre mare a quadretti, un paesaggio ipnotico che attira fotografi e sognatori da ogni dove. Ma cosa succede quando quel mare si ritira?

A febbraio, quando la terra è ancora nuda e l’acqua è solo una promessa, il fascino di queste zone non svanisce, diventa solo più silenzioso. Proprio a febbraio sono stata in questo angolo di Piemonte per scoprire cosa si nasconde dietro le quinte di un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia: il riso.

Il mio viaggio inizia dove il tempo sembra essersi fermato: alla Tenuta Colombara.

Tenuta Colombara: dove nasce il riso Acquerello

Entrare alla Tenuta Colombara, a Livorno Ferraris, non è come visitare un’azienda agricola qualunque. È un viaggio nel tempo. Qui, dove oggi si produce il celebre riso Acquerello, pulsa ancora il cuore della tradizione risicola italiana.

Durante la visita guidata ho attraversato le antiche case riarredate, la scuola, i dormitori delle mondine. Tutto sembra rimasto intatto, come se le persone che hanno vissuto e lavorato qui fossero appena uscite. La verità è che dietro a questa ricostruzione, al limite del maniacale, c’è Mario, che è anche la nostra guida. E la visita si trasforma in un racconto nel racconto: Mario ha realmente vissuto tra le mura della Tenuta, e ricorda bene lo stile di vita, le abitudini e sopratutto la tradizione delle mondine. Grazie alla sua memoria di vita, Mario si fa cicerone, portanoci tra le varie stanze ricostruite e raccontandoci momenti di vita e abitudini dell’epoca. Il dormitorio delle mondine è la struttura che mi ha emozionata di più: qui davvero sembra di invadere la privacy di persone che sono appena uscite dalla stanza.

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Per vedere con i vostri occhi cosa vi aspetta durante la visita, guardate questo reel che ho pubblicato su Instagram.

Perché il Riso Acquerello è unico? Non è solo marketing. Ho scoperto che il riso viene invecchiato in silos d’acciaio (da 1 fino a 8 anni) per stabilizzare l’amido, e poi viene reintegrato con la sua gemma. Il risultato? Un chicco che tiene la cottura in modo incredibile e assorbe ogni sapore. Se siete appassionati di cucina, questo è il paradiso.

Per prenotare una visita, potete andare a questo link, il costo è di 20€ a testa. Ah, non fidatevi delle indicazioni relative alla durata dell’esperienza, Mario ha tanti doni, ma non quello della sintesi, la nostra visita ad esempio è durata quasi 3 ore!

Vercelli: lo stupore della “Cappella Sistina” piemontese

Dopo la quiete delle risaie, la città di Vercelli mi ha sorpresa con un gioiello che molti ignorano: la Chiesa di San Cristoforo.

Dall’esterno sembra una chiesa discreta, quasi timida. Ma una volta varcata la soglia, preparatevi al colpo di scena. Viene chiamata la Cappella Sistina di Vercelli e il motivo è evidente: gli affreschi di Gaudenzio Ferrari avvolgono ogni centimetro delle pareti con un’intensità cromatica pazzesca. La Madonna degli Aranci è un capolavoro di dolcezza che vi lascerà senza fiato.

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Una sosta dolce in Piazza Cavour

Nessuna gita è completa senza un assaggio locale. Il cuore della città è Piazza Cavour, un salotto medievale circondato da portici eleganti che custodisce, proprio al centro, la statua di Camillo Benso. Non è un caso che il Conte sorvegli la piazza: fu proprio lui, con la sua visione quasi profetica, a disegnare il destino di queste terre.

Cavour non era solo uno statista, ma un agricoltore d’avanguardia che scelse il vercellese come laboratorio per le sue innovazioni. Il suo capolavoro è il Canale Cavour, una vera autostrada dell’acqua che ancora oggi alimenta quel mare a quadretti di cui vi ho parlato poco fa. Senza questa incredibile opera di ingegneria idraulica, il riso Acquerello che tanto amiamo probabilmente non sarebbe mai esistito.

Proprio all’ombra di questo legame tra storia e terra, si affaccia la storica Pasticceria Taverna Tarnuzzer. Entrare qui significa immergersi nello stile sabaudo. Vi consiglio due tappe obbligate per il palato:

  • I Bicciolani: i biscotti simbolo di Vercelli. Una frolla croccante arricchita da un mix segreto di spezie (cannella e chiodi di garofano si sentono distintamente).

  • La Tartufata: il pezzo forte della pasticceria. Una torta di una leggerezza eterea, ricoperta da sfoglie di cioccolato che sembrano petali. Mangiarla guardando la piazza è l’essenza della “bella vita” piemontese. Occhio alla nota alcolica piuttosto decisa!

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Dove dormire: AMY B&B

Se decidete di fermarvi per il weekend, il mio suggerimento è l’AMY B&B. Si trova appena fuori Vercelli, in una zona tranquilla. È una struttura curata, con quel calore domestico che ti fa sentire subito a casa! Ideale per chi cerca pace e dettagli scelti con gusto, oltre a chi cerca una colazione con golose torte fatte in casa!

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