Langhe: cosa vedere in un giorno

I quattro Borghi nelle Langhe da non perdere in qualsiasi stagione

Cosa vedere nelle Langhe? Beh la lista sarebbe davvero lunga, ma io ho selezionato per voi quattro borghi molto vicini tra loro, ognuno con una caratteristica che lo differenzia dall’altro, rendendolo così unico e meritevole di una visita in tutte le stagioni dell’anno. Certo, l’autunno è in assoluto la stagione migliore per visitarle, perché vi farà sentire come se Monet avesse appena finito di dipingere il paesaggio intorno a voi, utilizzando soprattutto colori caldi quali il giallo, rosso e arancione, rendendovi così partecipi di un gigantesco quadro impressionista. Eppure non si tratta di un artificio umano (benché siano colline curate maniacalmente dall’uomo), perché le sfumature che ci circondano sono opera della nostra meravigliosa natura, che in autunno scatena al massimo la sua creatività, mentre nelle altre stagioni risulta più uniforme, ma altrettanto impattante a livello visivo, per cui si, io vi consiglio di visitarle in qualsiasi stagione dell’anno, ma almeno una volta nella vita passate a ottobre, quando le foglie sono sature d’autunno.

Ora, dopo questa dovuta introduzione, è giunto il momento di raccontarvi dei borghi che ho selezionato per voi, spiegando di ognuno la propria storia e qualche curiosità! Partiamo!

La Morra

Iniziamo subito con un borgo piccolo ma incredibile, situato a 20 minuti d’auto dall’uscita “Marene” dell’autostrada A6: La Morra, che ha origini nel XII secolo e divenne proprietà dei Marchesi Falletti intorno al 1300, mentre nel 1500 fu attaccata dai francesi, che distrussero sia il castello che le mura protettive, sfortunatamente non giunte ai giorni nostri.

Oggi il centro di La Morra è composto principalmente da salite animate da decine di locali moderni ed eleganti, dove poter degustare i vini che solo le colline circostanti sanno produrre. Sulla cima della salita c’è piazza Castello, che riserva il dono più grande da offrire ai propri visitatori: un belvedere con una vista ineguagliabile su tutte le Langhe. Sulla piazza si trova anche una splendida torre campanaria alta 31 metri risalente agli inizi del 700, aperta al pubblico da marzo a novembre, ma solo nei week end.

Non male come inizio vero? Ora torniamo in auto e scendiamo lungo le sinuose curve delle colline, pronti a raggiungere la prossima straordinaria meta.

Dettagli su La Morra

Da La Morra partono tantissime escursioni da fare tra i vitigni, prima su tutte un’importante manifestazione ormai diventata tradizione: la Mangialonga, che si svolge tutti gli anni l’ultima domenica di agosto (escluso questo sfortunato 2020, che ha visto l’annullamento della maggior parte degli eventi socioculturali del territorio); consiste in una passeggiata tra le vigne accompagnata da degustazioni di vini e prodotti tipici locali. Quando tutto tornerà alla normalità, vi basterà accedere al sito ufficiale (https://www.mangialonga.com/) per prenotare il vostro posto in questa esperienza unica e indimenticabile.

Curiosità su La Morra

Ci sono degli statuti che appartengono a La Morra datati 1402, dove viene già citato un vitigno chiamato “Nebiolium“, già ai tempi produttore di squisito vino.

La Morra negli ultimi anni è diventata molto popolare anche grazie alla Cappella del Barolo: chiesetta sconsacrata che si nasconde tra le colline a metà strada tra La Morra e Barolo, riconoscibile già a chilometri di distanza per via dei colori accesi con cui gli artisti Sol LeWitt e David Tremlett le hanno ridato vita.

Pochi però sanno che, sempre in questa zona a ridosso tra La Morra e Barolo, è stato piantato un magnifico esemplare di Cedro del Libano, che gode della vista delle vigne da ben 164 anni. Questa terra è appartenuta alla storica famiglia dei Marchesi Falletti (che ritroverete spesso citati in questo articolo), che proprio nel 1856 decisero di piantare questo Cedro sulle colline come segno di prosperità sia per le fertili terre tanto amate dai Falletti che per suggellare un matrimonio, quello tra Costanzo Falletti di Rodello ed Eulalia della Chiesa di Cervignasco.

Foto di La Morra

Barolo

A 10 minuti d’auto da La Morra si trova il borgo delle Langhe più famoso e conosciuto, soprattutto grazie allo straordinario vino che le vigne di questo territorio ci regala: il Barolo appunto. Per chi non l’ha mai assaggiato, sappiate che si tratta di un vino rosso molto corposo, che viene fatto invecchiare per un minimo di tre anni fino a un massimo di cinque, di cui almeno due anni in botti di legno, che gli donano questo retrogusto “tannico” che lo caratterizza.

Ma Barolo non è solo vino, il borgo gode infatti di un centro storico grazioso, agibile solo per i pedoni, i cui vicoli portano al grande e maestoso castello di Barolo: nato nel X secolo come fortificazione prima, protagonista d’importanti opere di ristrutturazione poi nel XVI secolo, ordinate dai Marchesi Falletti di Barolo, che lo utilizzarono come residenza per quasi un secolo, ospitando personaggi come Silvio Pellico al suo interno; poi venne trasformato in collegio dal 1875 al 1958 per volere degli stessi Marchesi e infine fu convertito in museo negli anni 70. A oggi sono visitabili alcune stanze del castello, oltre all’enoteca regionale del Barolo, che ha sede qui. Dalla corte si gode di una vista spettacolare delle colline circostanti tempestate di vigne.

Dettagli sulle visite al castello di Barolo

La visita prevede un percorso alla scoperta delle origini del vino e della sua lavorazione, dell’enoteca regionale del Barolo ma anche del piano nobile dove ci sono ancora mobili originali dei Marchesi Falletti.

Il costo del biglietto è di 9€ (intero) e 6€ (ridotto), la prenotazione è obbligatoria, così come tutti i comportamenti per contrastare la diffusione del Covid-19.

Curiosità su Barolo

In piazza Colbert si svolge il festival AgriRock Collisioni, che ogni anno in estate fa risuonare le voci di cantanti internazionali quali Lenny Kravitz, Deep Purple, Placebo, Depeche Mode, ma anche nostrani come Caparezza, Elio e le storie tese e Max Gazzè.

Fuori dalle mura del castello potete trovare un altro museo molto particolare e curioso: il museo dei cavatappi, dove oltre a scoprire la nascita e l’evoluzione di questo strumento, è possibile anche degustare il Barolo Sarmassa, coltivato in un vitigno locato proprio a Barolo. Il costo del biglietto è di 4€ (intero), 3€ (ridotto) e 2€ se si ha il biglietto del castello di Barolo.

Foto di Barolo

Monforte d’Alba

A soli 10 minuti di auto da Barolo si entra a Monforte d’Alba, che ha una morfologia totalmente diversa da Barolo: Monforte si erge infatti su di un colle il cui apice raggiunge i 528mt s.l.d.m. Ha origini antichissime, con tracce risalenti al neolitico e all’epoca romanica. Nel medioevo c’era un forte sulla cima del colle che diede il nome al paese (si chiamava Mons Fortis) di cui oggi restano solo le mura, che cingono l’oratorio di Santa Elisabetta e un auditorium a cielo aperto inaugurato nel 1986, la cui acustica perfetta attira ogni anno decine di musicisti professionisti (il primo che vi suonò, il pianista Horszowski, diede il nome all’auditorium). Inutile dirvi la vista che si gode dalla cima del colle, nonchè la pace che si respira seduti sui gradoni dell’auditorium, ma anche le fatiche della salita lungo le pittoresche strade medievali del centro storico sono memorabili… insomma, se volete vivere un’esperienza a 360° tra enogastronomia, storia e panorama, Monforte è una di quelle mete che non si può ignorare!

Musei a Monforte

Il colonnello Paolo Domenico Martina è un personaggio che ha lasciato un segno indelebile nel territorio di Monforte, tant’è che il comune gli ha dedicato un museo, situato proprio nella sua vecchia dimora (in piazza Umberto I), dove oggi ha trovato sede anche la biblioteca. Martina è stato un collezionista di opere d’arte, oggi esposte nel museo, ma anche il fondatore di una scuola di agraria e attivo partecipante del Risorgimento. All’interno del museo sarà quindi possibile rivivere la storia di Monforte attraverso il colonnello, percorrendo sei sale, ognuna con un tema diverso. L’ingresso costa 3€ per gli adulti in età compresa tra i 15 e i 65 anni, altrimenti è gratuito ed è aperto da aprile a novembre.

Curiosità su Monforte

Da 43 estati il MonfortinJazz occupa l’auditorium Horszowski, che mette a disposizione 800 posti a sedere per ascoltare artisti del calibro di Buena Vista Social Club, Joe Bonamassa, Elio e le storie tese e Francesco Guccini.

Foto di Monforte d’Alba

Castiglione Falletto

Questo è forse il borgo meno conosciuto di tutti, ma uno dei miei preferiti, non tanto per quello che ha da offrire in se, quanto il panorama privilegiato che ha tutt’intorno, a soli 10 minuti di auto da Monforte. Castiglione è infatti molto piccolo (ci vivono appena 700 persone) e si visita senza problemi in meno di mezz’ora, circumnavigando il magnifico castello del 1225, proprietà di indovinate un po’? Si proprio loro, i Marchesi Falletti (che qui hanno anche aggiunto il loro nome al paese), per poi passare nelle mani di decine di famiglie prestigiose piemontesi, fino ai Vassallo di Dogliani nel XVIII secolo (attuali proprietari del castello). Esso conserva esternamente le sue forme medievali arrivate in condizioni straordinarie a noi, ma sfortunatamente non visitabile al suo interno in quanto proprietà privata (si dice però che nel 2022 aprirà finalmente le sue porte per mostrarsi al mondo).

A fianco del castello c’è la parrocchia San Lorenzo che rispetto all’imponente castello secolare pare più giovane, ma è solo grazie agli interventi di recupero attuati a fine 800 che hanno trasformato le forme romaniche che sfoggiava in linee neogotiche, donandole un aspetto più moderno alla vista; a proposito di vista, è proprio qui che a me piace venire fermandomi lungo la balconata della parrocchia per ammirare l’immensità dinanzi a me: le Langhe qui si esprimono al massimo delle loro possibilità, e Serralunga d’Alba che si erge a est della parrocchia, fa strapazzare gli occhi, convinti di trovarsi al cospetto di una visione mistica…e invece no, Serralunga d’Alba e il suo castello slanciato, da qui sembrano opera di un esperto pittore intento a rendere indelebile un panorama altrimenti impossibile da vedere ad occhio nudo, e invece eccolo qui, di fronte a noi!

Lungo le antiche vie del borgo si incontrano delle vinerie con terrazze circondate da colline e vigne: anche qui sedersi a bere un buon calice di vino diventa un’esperienza mistica che vi consiglio assolutamente!

Dettagli sul Castello

Si hanno già notizie di una fortificazione (un castiglione per l’appunto) nel 1001, ma non era ancora il castello che vediamo oggi, che fu invece costruito dai Falletti stessi, dopo aver ricevuto in dono il feudo dal Marchesato di Saluzzo, come dono per i servizi svolti in alcune guerre.

Curiosità su Castiglione Falletto

Sotto al comune di Castiglione c’è un’importante Cantina sociale, le terre del Barolo, che dal 1958 investe sul territorio producendo il vino per cui queste colline sono famose, detenendo anche un record tra le altre cantine: vanta infatti la bottaia più grande delle Langhe, che può arrivare a contenere fino a 2 milioni di litri di Barolo!

Foto di Castiglione Falletto

Honorable mensions

Se vi avanza ancora tempo sappiate che ci sono molti altri borghi nelle vicinanze che meritano una visita, come Diano d’Alba e la stessa Serralunga d’Alba, quest’ultima caratterizzata dall’alto e snello castello trecentesco dall’incredibile architettura, mentre Diano d’Alba, che dista 15 minuti d’auto da Castiglione, gode di una splendida piazza terrazzata posta sulla cima di un colle dove godere di una vista a 360° delle colline circostanti.

Questo è tutto bellezze, vi auguro di venire presto a visitare questi meravigliosi posti, infatti non a caso ho inserito orari e prezzi di visite, consapevole e speranzosa che presto torneremo a scoprire i luoghi incredibili che ci appartengono, che raccontano chi siamo stati, in questa terra meravigliosa chiamata Italia.

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2020-11-16T08:47:17+01:00Novembre 13th, 2020|Piemonte|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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