Isola di Burano: un viaggio in Technicolor

Visitare Burano: un’esperienza sensoriale a meno di un’ora da Venezia

Quando è stato il momento di decidere se visitare Burano o Murano è bastato chiedere consigli a una Veneziana doc (la cara Sabrina, che avete conosciuto con questo articolo dedicato a Venezia), che mi ha risposto “Burano tutta la vita“. Quindi senza indugio alcuno abbiamo acquistato il nostro biglietto per Burano presso le fondamenta nove (ossia fondamenta nuove, situate tra il sestrieri di Cannaregio e Castello) e dopo 45 minuti circa di vaporetto siamo canali-di-buranogiunti su un isola che mi ha stregata per sempre. A volte mi piace scegliere una destinazione e non cercare nessuna informazione a riguardo, per il piacere della scoperta o per lasciare che lo stupore si accentui all’ennesima potenza, così è stato per l’isola di Burano, di cui non ho cercato foto e spiegazioni, l’unica cosa che sapevo dall’infanzia è che era un’isola con le case colorate, punto.

canali-buranoCosì iniziamo ad addentrarci laddove il brutto non esiste, la realtà stessa non esiste, si perchè quando ci sei dentro improvvisamente accedi ad una nuova verità sensoriale, dove gli occhi si riempiono di bellezza e gioia, i suoni intorno a te si limitano a traghetti di passaggio e al chiacchiericcio dei passanti e i peletti sulle braccia si alzano emozionati e grati per la scelta fatta.

burano-case-colorateCome è già capitato a Delft nei Paesi Bassi e a Bruges in Belgio, Burano è uno di quei luoghi che va girato senza meta in lungo e in largo, non perdendosi neanche una via, un ponte, una piazza, perchè Burano è bella come il regno di Oz. Visitare le botteghe dove l’artigianato è ancora padrone incontrastato del mercato locale, come le decine di ristoranti dove è possibile assaggiare piatti del posto o stuzzicare i cicchetti veneziani con la compagnia di uno spritz (perdersi gli spritz veneziani è un reato, vi avverto!).

burano-casa-chaplinCi siamo lasciati trasportare da Burano, come fosse un’entità  nuova che a un certo punto diventa una droga: a ogni scorcio nuovo ne scopri un altro e dopo un po’ DEVI trovarne un altro ancora, sperando che non finiscano mai. Abbiamo vagato sognanti per più di due ore prima di esaurire tutte le possibilità, al che ci siamo trasferiti sull’isola di Mazzorbo divisa da Burano solo da un ponte pedonale, eretto vicino alla fermata del vaporetto. È un’isola tranquillissima, poco battuta dai turisti, che ci ha aiutato a disintossicarci dal “troppo” di Burano, rilassando gli occhi con scorci molto più semplici, ma altrettanto preziosi. Da qui Venezia pare più vicina e Burano ci regala un panorama speciale (difatti la prima mezz’ora l’abbiamo passata con la fotocamera in mano a catturare questa nuova prospettiva) e nella mezz’ora successiva ci siamo dedicati a Mazzorbo e ai suoi delicati canali, che rendono l’ambiente ancora più rilassante.

via-galuppi-buranoTornati a Burano abbiamo consumato il nostro pranzo al sacco circondati dai colori, sentendoci dentro ad un quadro di Iwona Lifsches, con la felicità dentro e il cielo leggermente coperto a proteggerci dal caldo sole di agosto. Le gambe ripartono e ci facciamo il bis dell’isola, per poi metterci in coda per il vaporetto di ritorno a Venezia; volendo ferma anche a Murano ma noi scegliamo di vederla dal mare, senza attraccare, un po’ per stanchezza (la giornata era stata particolarmente calda), ma anche perchè Burano ci aveva talmente riempito e soddisfatti che non chiedevamo niente di più. Così una volta arrivati a Venezia, siamo tornati nel nostro appartamento per rinfrescarci, dopodichè siamo usciti nuovamente per assaggiare il nostro primo cicchetto alla cicchetteria da Lele: salame per Fra, formaggio per me, il tutto accompagnato da uno spritz pagato 2€ fenomenale!

*Allerta pippone*

vicoli-buranoQuesto 2020 è un anno difficile, pieno di difficoltà e preoccupazioni, ma se tutti stiamo attenti e soprattutto rispettiamo il prossimo indossando le mascherine (io ho il setto nasale deviato e vi assicuro che la mascherina è una tortura per me, ma la indosso comunque per rispettare chi come me lo fa), possiamo godere del viaggio come se niente fosse cambiato; alla fine non è un sacrificio così grande igienizzarsi le mani prima di entrare in un luogo chiuso, mantenere la distanza di sicurezza e fare un po’ più di coda per accedere ai posti desiderati. Un viaggio non viene rovinato da questo, anzi, in un certo senso si arricchisce, perchè nel proteggerti sai che stai difendendo anche il prossimo da un nemico invisibile, e questo non è mai male! E scegliamo l’Italia come destinazione principale, perchè non c’è il rischio che possa deluderci o annoiarci…sappiamo quanta bellezza ci sia qui, quindi attrezziamoci per scoprirla!

Pippone finito, andate in pace (possibilmente viaggiando)! A presto bellezze, vi voglio bene!

DETTAGLI SU COME RAGGIUNGERE BURANO

Come anticipato all’inizio dell’articolo, per raggiungere l’isola abbiamo preso il vaporetto dalle fondamenta nove; la linea 12 è quella che porta a Burano, ma prima ferma a Murano, Mazzorbo e Torcello.

Sul sito isoladiburano.it nella sezione “come arrivare a Burano” trovate tutte le linee che vi ci portano con orari compresi. I biglietti costano €7.50 a tratta a testa, quindi €15 a testa per fare andata e ritorno.

CURIOSITA’ SU BURANO

  • l’isola è abitata da circa 3000 persone.
  • si dice che fu un’idea dei barcaioli quella di dipingere le case con colori così vivaci, in modo da riconoscere la propria nelle giornate di nebbia fitta.
  • il nome Burano deriva da “porta Boreana”,  l’isola infatti si trova nella direzione in cui soffia la Bora (a nord ovest).
  • testi antichi parlano di una Burano posta in una posizione diversa da dov’è oggi, come se la Bora e le correnti marine l’abbiano spostata. Questa possibilità però non è mai stata accertata.

#GattiErranti: avrò incontrato gatti sull’isola?

L’isola è meravigliosamente ricca di gatti! Ne abbiamo incontrati quattro che si sono messi in posa e lasciati coccolare un po’!

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2020-11-03T10:44:09+00:00Ottobre 3rd, 2020|Errando per l'Italia|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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