Visita al gigante d’Europa: il forte di Fenestrelle

Forte di Fenestrelle: viaggio nella grande muraglia piemontese

Vi è mai capitato di visitare un luogo consapevoli che fosse il più grande o il più alto di quello stato o regione? beh noi piemontesi siamo i tutori di una struttura titanica, sopravvissuta a secoli di storia e diventata leggenda per numerosi popoli: il forte di Fenestrelle, di fatto il forte più grande d’Europa.

Non ho scritto tutori a caso: il forte in teoria è proprietà dello Stato, ma in pratica è sostenuto da un’associazione di volontari appassionati e ispirati, spinti da un istinto protettore pari a quello di un genitore, perchè lo Stato non sta facendo niente per preservare il monumento, mentre loro investono tantissimo per consegnarlo alle generazioni future, attraverso l’ingegno e la passione che li contraddistingue: parlo dell‘associazione Progetto San Carlo, Forte di Fenestrelle Onlus, che promuove svariati eventi durante l’anno, ma che sopratutto organizza visite guidate (per informazioni sulle tipologie di visite organizzate, prezzi ed orari, andate nella sezione dettagli dell’articolo), ma prima lasciamo un po’ di spazio alla storia.

Forte di Fenestrelle: breve riassunto della sua storia

Il forte nasce per volontà di Vittorio Amedeo II, che nel 1728 commissiona all’ingegnere militare Bertola la sua costruzione per ostacolare la minaccia francese, appena cacciata dalla vallata dopo 400 anni di dominio incontrastato. L’impresa richiese 122 anni e più di 4000 operai che a partire dal fort Mutin, bastione sequestrato ai francesi dalle truppe di Vittorio Amedeo II, crearono questo gigante in pietra (infine composto da 8 forti) che osservava silente i movimenti nemici. Costruito con una sapienza ingegneristica senza eguali, il forte era inespugnabile e per 2 secoli non fu mai realmente attaccato. Durante l’occupazione Napoleonica, divenne una prigione per nobili (durante la visita vedrete la “cella” in cui venivano detenuti), per poi trasformarsi in prigione militare e politica nei decenni successivi. Mai utilizzato per scopi strategici negli anni delle grandi guerre del 900, venne definitivamente abbandonato alla fine degli anni 40.

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La visita

Noi abbiamo partecipato alla visita della durata di tre ore, presieduta dal carismatico Mario Reviglio, che ci ha consegnato tutta la sua conoscenza del forte, confidandoci di esserne rimasto affascinato fin da ragazzo, tanto da dedicarci la tesi di laurea prima e un libro poi nel 2001 (Forte di Fenestrelle. La grande muraglia piemontese), insomma un profondo conoscitore della materia, nonchè piacevolissimo e instancabile cicerone per tutta la durata della visita.

Nelle tre ore a disposizione ci ha accompagnati nel cuore centrale del forte San Carlo (dove si possono osservare il palazzo degli ufficiali, le prigioni e la chiesa sconsacrata), nei suoi sotterranei (dove si respira l’atmosfera rigida e fredda del reggimento) e percorrere il sentiero in salita chiamato la Passeggiata Reale che attraversa il forte Tre Denti (sede di caserme, polveriere e prigioni), e culmina alla “Garitta del Diavolo“, piccolo passaggio terrazzato situato abbastanza in alto da lasciar stupefatti dalla vista, sia per la generosità della natura intorno a noi, che per l’immensità di questo forte settecentesco, che occupa 1.300.000mq, con un dislivello di 600m, per 3km sul monte Pinaia.

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Scendendo poi, abbiamo affrontato qualche gradino nell’immensa e impressionante Scalinata Reale, la seconda più lunga al mondo con i suoi 4000 scalini, caratterizzata da una corazza di pietra che la avvolge per tutta la sua lunghezza; Mario ci ha fatto visitare anche 2 dei 28 gradoni della Grande Muraglia, dove ci ha narrato avvincenti storie sulle strategie di battaglia con i cannoni. Torniamo poi sulla passeggiata reale, che ci riporta al forte San Carlo e alla conclusione della visita, un po’ più stanchi, ma immensamente più ricchi. Insieme a noi c’era un’arzilla ottantenne, signora cresciuta in montagna, a cui le salite e le scale ripide non hanno fatto un baffo, signora che dopo pochi minuti era già diventata la più stimata e ammirata del gruppo!

Sono sempre più convinta che un viaggiatore debba prender coscienza delle sue responsabilità quando viaggia, dall’inquinamento che provoca il suo spostamento, fino al rispetto del luogo che visita, ma dopo questa esperienza, mi sento di aggiungere anche quanto sia giusto sostenere associazioni come questa, che investono tutti i ricavi del proprio lavoro nella struttura cui appartengono, per aiutarli ad andare avanti, migliorando sia loro che noi stessi, che in cambio cresciamo culturalmente e moralmente. Ci tengo in conclusione a dirvi che è possibile donare il 5×1000 all’associazione Progetto San Carlo, per continuare a sostenerli anche dopo una bellissima visita!

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Dettagli

Ci sono tre tipologie di visite guidate proposte dall’associazione, tutte con obbligo di prenotazione:

  • La passeggiata Reale: della durata di circa 7 ore con partenza alle 9 dalla biglietteria, nella quale si visita l’intero forte, arrivando fino al Forte Valli a 1780m s.l.m (occorre abbigliamento da montagna e pranzo al sacco); il costo è di 15€ a testa per gli adulti, 12€ per i ragazzi dai 7 ai 12 anni e per le comitive >25 persone.
  • Un viaggio affascinante dentro le mura: è la visita che abbiamo seguito noi, con partenza alle 10 e alle 15 (14.30 nel periodo invernale); il prezzo è di 10€ a testa per gli adulti, 8€ per i ragazzi tra i 7 e i 12 anni e le comitive >25 persone.
  • La visita breve: dura circa un’ora, si visita solo il Forte San Carlo; il costo è di 5€ senza riduzioni, partenza alle 10 e alle 15 (14.30 nel periodo invernale).

All’interno del Forte San Carlo trovate anche il Cafè Des Forçats, caratteristico e accogliente locale in cui è anche possibile pranzare su prenotazione (noi non ne abbiamo usufruito, quindi non so se ci sono opzioni vegetariane).

Dal prossimo anno sarà nuovamente attiva la visita notturna al Forte, dove si percorrono i sentieri con la luce delle torce che donano ulteriore atmosfera all’esperienza (che sicuramente non mi perderò)!

Curiosità

Ci sarebbero tantissime curiosità da raccontarvi, ma ne ho selezionate solo due, in modo da lasciare il resto degli aneddoti ai volontari che vi accompagneranno:

  • uno dei residenti della prigione dei nobili fu Bartolomeo Pecca, segretario di Papa Pio VII. Essendo i prigionieri di origini nobili, avevano comunque diritto ad una suite spaziosa (anche se priva di finestre) e di un maggiordomo personale che di tanto in tanto poteva uscire ad acquistare prelibatezze per gli esigenti palati dei propri signori.
  • per quanto riguarda invece i palati dei soldati che vivevano nel forte, i pasti erano decisamente più spartani e consistevano in una forma di pane di 7 etti (chiamata munizione) e brodaglia. Solo in occasione di feste importanti gli veniva servito il “5/4”, che altro non erano le le frattaglie. La munizione a Torino è anche conosciuta come “micca” o “michetta” per via della famiglia Micca, che dopo la morte del valoroso Pietro Micca, ricevettero come pensione due pagnotte al giorno di munizione, una delle quali rivendevano per poter acquistare altri beni.

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Qui invece ho raccolto i pezzi scritti in Europa:

2020-11-03T11:37:52+00:00Ottobre 2nd, 2020|Piemonte|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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