Aosta e Pila in estate
Valle d’Aosta in estate: un week end tra Aosta, Pila e le cascate di Lillaz
Vengo da San Giusto Canavese, un piccolissimo paese in provincia di Torino immerso nel verde. Da casa mia le Alpi sembravano a portata di mano, uno spettacolo mozzafiato che mi ha fatto innamorare della montagna fin da piccola. Aosta, infatti, si raggiunge in circa un’ora grazie all’autostrada A5, e in tutti questi anni ho avuto modo di visitare spesso la regione, anche solo per un weekend. A giugno, in occasione del compleanno di Fra, ho deciso di tornarci per un weekend speciale: un regalo per lui e un’occasione per scoprire ancora una volta la bellezza della Valle d’Aosta.
Partiamo nel tardo pomeriggio e in meno di due ore arriviamo a Pila, o meglio davanti alla telecabina che porta al paese a 1790 metri di altitudine, famoso soprattutto per le piste da sci. Il parcheggio non è custodito ma è gratuito, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Aosta e dal centro. L’afa ci ha seguito fino a qui: il termometro dell’auto segna 41 gradi, il vento di Foehn ci toglie il fiato e sembra di essere in un forno a cielo aperto. Fortunatamente la mansarda che ho prenotato nel cuore di Aosta, romantica e luminosa, dispone di condizionatore: ristoro assicurato.
La prima sera scegliamo di combattere il caldo con una birra artigianale al Birrificio ’63, una struttura modernissima con birre eccezionali e un menu che comprende anche piatti vegetariani. Dopo una notte riposante ci prepariamo per la giornata a Pila.
Pila: panorama e trekking
La telecabina ci porta fino al paese in venti minuti, permettendoci di ammirare Aosta diventare sempre più piccola sotto di noi. Pila è piccolo ma caratteristico: consigliamo una passeggiata per respirarne l’atmosfera prima di prendere il percorso sterrato che conduce alla seggiovia Chamolè, destinazione quota 2302 metri. La salita dura circa dieci minuti e già a metà sentiamo l’aria rinfrescarsi.
Da qui si aprono panorami spettacolari e numerose possibilità di trekking. Pila d’estate diventa il regno degli appassionati di downhill: più piste ciclabili si snodano lungo la vallata, adatte a ogni livello di abilità. Noi scegliamo un percorso tranquillo verso il lago Chamolè, a circa 2330 metri: uno specchio d’acqua circondato da montagne imponenti, con il Monte Bianco e il Monte Rosa che dominano il paesaggio. Le marmotte, mascotte del lago, ci osservano curiose mentre ci addentriamo in una lunga passeggiata tra sentieri rocciosi, accompagnati dal suono di un canale e dal tintinnio dei campanacci delle mucche al pascolo. Dopo circa un’ora e mezza raggiungiamo la zona ovest del lago per il nostro picnic, e poi proseguiamo sul sentiero che ci riporta a Pila, tra laghetti e una stalla, immersi nella natura. Tornati a Pila riprendiamo la telecabina verso Aosta, dove il vento di Foehn finalmente si placa e rende più vivibile la città.
Cena nel cuore storico di Aosta
Per cena ci dirigiamo al ristorante Vecchia Aosta, sotto la Porta Pretoria, nella zona che preferisco della città. Qui l’atmosfera è romantica e la storia palpabile: poco distante si trovano i resti di un teatro romano, i fori romani e l’Arco di Augusto, costruito nel 25 a.C. per celebrare la vittoria di Augusto sui Salassi, insieme al Ponte Romano e alle antiche mura cittadine. Vicino alla birreria della sera precedente si trova il Criptoportico Forense, un’antica struttura per regolare il terreno in pendenza, perfettamente conservata. A poca distanza, in via Sant’Orso, l’ex chiesa di San Lorenzo ospita reperti archeologici risalenti al V e VI secolo. Visitare tutti questi siti di giorno permette di coglierne la bellezza piena, ma noi ci accontentiamo della magia delle luci serali.
Le cascate di Lillaz: natura e adrenalina
Il giorno seguente lasciamo la mansarda e ci dirigiamo verso le cascate di Lillaz, un piccolo paese con meno di 100 abitanti, a circa 30 km da Aosta, ai piedi del Parco del Gran Paradiso. Le cascate di Lillaz sono famose per i tre salti d’acqua di 150 metri, osservabili dai sentieri che le circondano. La forza e il fragore dell’acqua, il paesaggio mozzafiato e il contatto diretto con la natura creano un’esperienza intensa e rigenerante. È possibile scendere dal sentiero principale o seguire quello più diretto per tornare al paese, con la mente ancora piena di emozioni. D’inverno le cascate si congelano, regalando uno spettacolo completamente diverso.
Dettagli pratici del viaggio
La mansarda prenotata tramite booking.com, Il piccolo loft nel cuore antico di Aosta, è stata perfetta per due notti a 135 euro a notte. La telecabina di Pila costa 23€ andata e ritorno, mentre la seggiovia Chamolè 14 euro singola e 16 euro andata e ritorno, con possibilità di biglietto cumulativo per entrambe le strutture. Per i siti archeologici di Aosta esiste un biglietto unico che si chiama “Aosta archeologica” di 10 euro che include teatro romano, criptoportico forense, basilica di San Lorenzo e museo archeologico.
Curiosità su Aosta e dintorni
Alcune scene di Avengers: Age of Ultron sono state girate al Forte di Bard e Pont Saint Martin. Dal 1997, inoltre, si tiene il festival Celtica, una manifestazione di musica e cultura celtica che si svolge in luglio in diversi paesi valdostani, tra cui il bosco del Peuterey e Courmayeur.




