Cosa vedere ad Amsterdam in 1 giorno

Amsterdam: una visita impegnativa tra cliché e turisti!

Questa storia la voglio iniziare come Baz Luhrmann ha iniziato il suo film Moulin Rouge!, e cioè svelando il finale: Amsterdam non ci è piaciuta.

La colpa non è sua, ma di un susseguirsi di sfighe e situazioni che ci hanno fatto stancare facilmente della capitale olandese. La variabile costante è stato sicuramente il tempo, che non ci ha concesso molta tregua (per non farci mancare niente c’è pure stato un piccolo tornado sul fiume), poi vento, vento, vento, poi pioggia, pioggia, pioggia, poi SOLE e poi vento, vento, pioggia…il secondo fattore scatenante è composto dai turisti, che qui si meriterebbero un nome come gli uragani che ogni anno devastano l’America (li chiamerò turminator), che con la loro totale mancanza di rispetto e civiltà hanno distrutto l’atmosfera del luogo. Quindi, che Amsterdam tiri pure un sospiro di sollievo, che lei è solo una delle vittime della circostanza.

Finita questa lunga premessa, iniziamo con il viaggio vero e proprio. Se avete letto il post dedicato all’organizzazione del viaggio in Olanda (che trovate qui), sapete che abbiamo riservato una camera per due notti ad Amsterdam. Siamo arrivati infatti da Rotterdam in treno (17,20€ a testa per 40 minuti di viaggio), scendendo alla stazione centrale, ignari che sarebbe stata un po’ la nostra casa nell’arco dei due giorni. Di fronte alla stazione c’è una banchina in cui passano instancabilmente dei grandi traghetti (ferri), trasportando le persone da una riva all’altra. Il centro della città è alle nostre spalle, oltre la stazione centrale, ma nell’altra sponda ci aspetta la camera, quindi saliamo sul traghetto (servizio gratuito). Scendiamo in un quartiere molto meno turistico e vivibile e lasciamo le nostre valigie convinti che la città sia molto tranquilla…poveri illusi!

museo del cinema amsterdamSulla riva notiamo una struttura moderna molto particolare, è un cinema oltre che un museo del cinema (eye filmmuseum) e di fronte a lui svetta un grattacielo (A’dam Lookout), una torre multifunzionale che oltre ad uffici, ospita anche un louge bar e vari ristoranti (tra cui quello circolare all’ultimo piano, che si chiama Moon restaurant, che esegue una rotazione totale in un’ora, permettendo la vista integrale sulla città), ma soprattutto una splendida terrazza panoramica con una vista a 360° da 100mt di altezza, con tre altalene meccaniche (le più alte d’Europa) che ti lanciano nel vuoto per qualche secondo (le urla degli impavidi che l’hanno provata sono stati un po’ la colonna sonora del viaggio).

Torniamo alla stazione centrale sfruttando il traghetto e inizia a piovere. È ora di pranzo ed entusiasta scopro che c’è un Exki proprio sotto il grande tetto della stazione, che scegliamo unilateralmente come luogo per il pranzo.

Attraverso le macchinette automatiche acquistiamo la Amsterdam city card, valida per 24h dalla convalida al costo di 8€ a testa (con l’idea di non timbrarla fino alla sera per farla durare per tutta la permanenza), con cui viaggeremo senza limiti su tutti i mezzi di trasporto della città.

biblioteca amsterdamQuindi andiamo a piedi verso il grande palazzo dell’hotel Hilton che si trova proprio dietro alla stazione, lo superiamo e raggiungiamo la Openbare Bibliotheek Amsterdam: la principale biblioteca della città, un gioiello d’avanguardia alto 10 piani, con le scale mobili che rendono facile la visita, il silenzio tipico di questi luoghi e soprattutto una terrazza panoramica posta al settimo piano che ci svela il panorama (grigio ma ancora visibile) della città. Sullo stesso piano trovate anche un self service con diversi prodotti da gustare. Sul terrazzo invece sono esposte tutte le schede dei palazzi più importanti, con accenni storici (in inglese e olandese). Alla nostra sinistra notiamo un edificio ambiguo, che con il suo verde acqua arrugginito rende ancora più triste il panorama uggioso: è di nuovo un’opera di Renzo Piano che torna a salutarci dopo l’incontro a Rotterdam con il suo grattacielo moderno, opera totalmente opposta rispetto a questa, che si chiama Nemo, è del 1997 e ospita il museo della scienza più grande dei Paesi Bassi. Ha una forma che richiama una nave, per cui vive in perfetta armonia con il porto che effettivamente si trova intorno a lui. Gode anch’egli di una terrazza panoramica vista amsterdam(non alta come la nostra però), in cui è stata installata una mostra dedicata alle energie rinnovabili. Torniamo all’interno della biblioteca e passeggiamo tra le mostre temporanee messe gratuitamente a disposizione dei visitatori; una di queste parla dei paesi in via di sviluppo, di come lentamente stanno abbracciando lo stile di vita della civiltà moderna, cercando di portare sempre più turismo e modernità nelle loro vite…vista la direzione che sta prendendo la nostra “evoluta” società, non so se gli convenga molto (scusate, tendo a diventare un po’ troppo cinica su certi argomenti).

canali di amsterdamAffrontiamo il freddo e la pioggia per tornare in camera, ci serve una bella doccia calda e un po’ di riposo. Nella verità il riposo si è trasformato in una lunga dormita con ritorno di coscienza alle 20, quando usciamo tristemente sotto la pioggia e il vento che quasi ci porta via, per mangiare un boccone, sempre in stazione, e poi rassegnati torniamo a letto: il tempo ha assunto un aspetto troppo minaccioso, il vento soffia davvero forte e ci spossa nuovamente, questa prima giornata di visita si è conclusa con un buco nell’acqua (giusto per restare in tema). Solo la mattina dopo veniamo a conoscenza che poco dopo il nostro passaggio sul fiume (meno di un’ora), si è formato un piccolo tornado sull’acqua devastando le sfortunate imbarcazioni attraccate in zona (ma a parte questo, non ci sono stati feriti fortunatamente).

La sveglia suona presto perché alle 9 dobbiamo farci trovare davanti ad uno dei musei più conosciuti d’Europa: il Van Gogh museum, prontamente prenotato mesi prima del nostro arrivo. Per arrivarci inauguriamo la Amsterdam city card (sotto alla pioggia ovviamente) salendo sul tram 2, che ci attende di fronte alla stazione centrale e che in 20 minuti ci porta a destinazione. Siamo già in molti in coda, e altrettanti cercano di infilarsi senza prenotazione, ma vengono prontamente avvertiti dagli addetti in giacca e cravatta che per oggi non ci sono più biglietti disponibili. Il Van Gogh museum si trova in un quartiere nevralgico della città, colmo di vie dello shopping di lusso e altri musei. Infatti poco distante c’è il Rijksmuseum, il museo più importante di tutta l’Olanda, che preserva la più grande collezione di opere d’arte fiamminghe (con Rembrandt e Veermer sempre in prima linea, come al Mauritshuis dell’Aia). Noi però abbiamo scoperto Van Gogh alla National Gallery di Londra e ci tenevamo a visitare il luogo che detiene il maggior numero di opere originali. E vi dirò…ad oggi è ancora il momento vissuto ad Amsterdam che ricordo con più emozione: il museo è organizzato benissimo, ti porta a conoscere la storia della vita di questo tormentato artista, troppo precursore dei tempi per essere compreso, vivendo in povertà e precarietà per tutta la vita, vendendo un solo quadro, ma senza mai rinunciare, come se sapesse che il suo destino fosse lasciare queste opere (oggi di inestimabile valore) ai posteri. È severamente vietato fare foto all’interno del museo, meglio così, non distraetevi, lasciatevi assorbire dalle sue opere, talvolta cariche di energia e ottimismo, altre volte cupe e tristi.

parco amsterdamIl Van Gogh museum ci porta via due ore abbondanti (meritatissime), uscendo notiamo che ha fatto capolino il sole, e insieme a lui, anche una fiumana disumana di turminator, sono dappertutto! Passeggiamo per cinque minuti allo scopo di raggiungere il Vondelpark: un parco di quasi 50 ettari che ci disintossica un po’ dal caos dei turminator. Veniamo accolti da tanti alberi che risplendono sotto l’inaspettato e caldo sole che ci carica e dai rilassanti laghi dove ovviamente mi fiondo a salutare la fauna che vi risiede, mentre Fra si destreggia con la fotocamera per immortalare questo luogo di pace. Salutate le strane anatre, continuiamo a passeggiare con un occhio di riguardo ai ciclisti che, per non smentirsi, viaggiano come disperati a 1cm da noi volgarissimi pedoni. Notiamo gruppi di donne (non proprio di primo pelo) che seguono un aitante personal trainer che le incita a correre e a fare flessioni (e cavolo se obbediscono)! Il parco è il regno degli sportivi, in ogni angolo c’è un gruppo che pratica qualche attività: dallo yoga, al fitness fino a qualche arte marziale orientale, quanta energia ragazzi! Il sole intanto va in pausa pranzo, e nell’arco di un battito di ciglia, inizia nuovamente a piovere, e noi corriamo ai ripari, coprendoci al volo come supereroi col fido keeway. Intorno a noi nulla è cambiato, tutti continuano a praticare le loro attività sotto la pioggia incalzante…altro che supereroi, l’Olanda continua a farci sentire mezze seghe!

Per pranzo andiamo all’Hard Rock Cafè situato proprio dall’altra parte del canale rispetto all’ingresso del parco (quello su Stadhouderskade), dove aspettiamo fiduciosi che smetta di piovere. Quando il miracolo avviene per la seconda volta, usciamo e ci poniamo il quesito più difficile del viaggio: andiamo a vedere i mulini di Zaanze Shans (visto che ci siamo persi quelli di Kinderdijk), o visitiamo il centro della città?

centro storico amsterdamAbbandoniamo per la seconda volta i mulini (vuoi mica andare ad Amsterdam e non visitare il centro?), e raggiungiamo la famosissima piazza Dam, che ci fa subito pentire della scelta: i turminator l’hanno invasa come se fosse carnevale, con gente di ogni nazionalità che urla, ti viene addosso, butta immondizia per terra, si fa selfie…delirio insomma! Su di loro si specchia l’epico palazzo Reale sfoggiando lo splendido stile barocco che lo caratterizza (costruito a metà del 1600), oggi utilizzato dalla famiglia reale solo per le occasioni più importanti, mentre per il resto del tempo è aperto al pubblico, che può ammirare le sale più imponenti e le opere d’arte conservate all’interno (ingresso 7,50€ per gli adulti e 6,50€ per i bambini). Finita piazza Dam, ci buttiamo nel quartiere a luci rosse e qui urge una premessa: ovunque in Olanda la prostituzione è legale, ma ad Amsterdam è particolarmente famosa perché il quartiere è stato posto al centro della città, mentre nella centro storico amsterdammaggior parte degli altri paesi, questi si trovano in periferia. Questo ha fatto si che il centro si sia riempito di gruppi di turisti squallidi, fatti solitamente di ragazzini in piena pubertà che vengono qui solo per sbavare su un po’ di pelle messa in mostra e, ovviamente, per i coffee shop, altro grosso polo turistico della città, ma ne parliamo dopo. Torniamo al quartiere, che di per sé è anche carino, con un tenero canale che attraversa queste strette vie dove i turminator sbavano sulle vetrine (tra l’altro lo sapevate che ai piani superiori delle case ci sono anche gli uomini in vetrina?), dove c’è una quantità folle di negozi vietati ai minori in cui vendono aggeggi di ogni forma, colore e dimensione (dove i turminator entrano con i figlioletti, giusto per far capire il quoziente intellettivo di cui godono), locali in cui fumare tutto il fumabile e mangiare roba che non darei neanche al mio peggior nemico, sporcizia dappertutto…insomma, degrado totale (e tutto provocato dai turminator, capite ora perché Amsterdam non ci è piaciuta?). In un men che non si dica cambiamo quartiere (e inizio a imprecare per non aver scelto i mulini) e per accontentare Fra prendiamo la metro e andiamo a vedere lo stadio dell’Ajax, situato in periferia, dove prendiamo un po’ di fiato e incrociamo anche una tipica festa di paese con stadio ajax amsterdamgiostre e cantanti che intonano pezzi pop olandesi dal gusto trash. Lo stadio è grande, al centro di un’immensa piazza animata da centri commerciali. Disintossicati da tutto il male che abbiamo visto, torniamo in città, limitandoci a passeggiare per i famigerati romantici canali (ma ormai la magia si è assopita, e vedo solo più caos, disordine e pioggia, che nel mentre è tornata a trovarci), decidiamo insieme di tornare in camera e riposarci, entrambi stanchi e delusi.

Dopo cena però torna l’ottimismo, ci ripresentiamo in stazione dove prendiamo il tram 14 che ci porta all’ultima destinazione del nostro pesante tour della capitale Olandese: il mulino De Gooyer (per mulino amsterdamrifarci del sacrificio vano dei mulini di Zaanze Shans), sul tram un gruppetto di giovani italiani cercano di farci nuovamente alterare con i loro sciocchi discorsi sulle prostitute e sul fumo, ma noi siamo troppo carichi: vogliamo che Amsterdam si manifesti oltre questa grigia nuvola che ora circonda i nostri occhi. Durante il tragitto, il sole (che è tornato a risplendere) inizia a tramontare, irrorando di colori caldi il paesaggio circostante e permettendoci di fare la foto più bella del viaggio. Il mulino è splendido con i suoi 26,6m di altezza, è il più alto mulino di legno dei Paesi Bassi, e sotto di lui si trova un’altra apprezzatissima sorpresa: il birrificio Brouwerij’t IJ, in cui ci lasciamo inebriare da una birra alla spina spaziale! Ecco, il modo migliore per concludere un viaggio partito maluccio e andato sempre peggio!

Amsterdam ha grandi potenziali, ma la mia impressione è che abbia dato troppo richiamo alle questioni prostituzione e coffee shop, e questo ha inevitabilmente portato al peggioramento della qualità dei turisti. Anche se vai a Barcellona o a Londra troverai un ammasso di turisti esagerato, ma non arriveranno mai allo squallore raggiunto qui…ed è un peccato, perché la città si merita decisamente di più. Poi sicuramente siamo stati sfortunati noi ad arrivare nel momento più critico (primo week end di agosto), turisticamente parlando, ma resta il fatto che queste cose le abbiamo vissute, e non ci hanno permesso di cogliere al pieno l’anima della città.

Dettagli sul viaggio

Abbiamo soggiornato al Cafe Modern, una sorta di b&b con solo tre camere e dotato di una cucina in comune. La camera è ampia, un po’ datata ma munita di tutte le comodità e necessità. Come ho scritto, si trova in quartiere tranquillo (Amsterdam-Noord) e il costo è stato di 168€ per 2 notti, senza colazione. Il proprietario è un ragazzo giovane molto disponibile, prima ancora del nostro arrivo ci ha mandato una mail spiegandoci come arrivare alla struttura dalla stazione centrale! Come sempre, abbiamo usufruito di booking.com.

L’ingresso al Van Gogh museum costa 19€ a testa per gli adulti, mentre i minorenni entrano gratuitamente. Il biglietto è acquistabile solo online e rigorosamente solo nell’orario scelto (con un massimo di ritardo di 30 minuti). All’interno è possibile usufruire delle audioguide ad un costo aggiuntivo di 5€ a testa.

Se siete interessati a visitare il Rijksmuseum i prezzi sono gli stessi del Van Gogh museum (19€ gli adulti, gratis i minorenni) ma si può acquistare anche in loco; le audioguide costano sempre 5€ a testa.

C’è un altro museo che avrei voluto visitare ma che, insieme a tante altre cose, non siamo riusciti a fare: il Moco Museum, una galleria dedicata all’arte moderna, che ospita fino al 30 settembre una mostra su Bansky, un artista che trovo davvero eccezionale, con un potere espressivo incredibile. In quello stesso periodo esponevano anche una mostra su Salvador Dalì (che è il mio artista preferito in assoluto).

Per salire sulla A’dam Tower serve un biglietto che costa 13,50€ per gli adulti e 7,50€ per i minori di 12 anni. Con il biglietto si può accedere alla struttura, visitare la mostra su Amsterdam e la terrazza panoramica; se volete aggiungere anche un giro in altalena il biglietto è di 18,50€ a testa (altezza minima 1,30m); è infine possibile aggiungere due drink al biglietto classico che viene a costare 19,50€ a testa.

Curiosità su Amsterdam

-Nella stazione centrale abbiamo avuto una spiacevole esperienza che voglio condividere, in modo da salvarvi dal commettere lo stesso errore: la sera prima del check out ad Amsterdam abbiamo acquistato tramite le macchinette automatiche i biglietti per Eindhoven (i biglietti più cari che abbiamo acquistato tra l’altro) e per mia distrazione, non ho segnato la data (che appunto era il giorno seguente), quindi sulla stampa del biglietto risultava la data odierna. Erano le 22 e le biglietterie erano già chiuse, quindi torniamo in camera pensando di risolvere il problema all’indomani, dove però scopriamo che non possono fare più niente per aiutarci e che i biglietti sono da buttare. Notizia che mi conferma l’assistenza clienti della GVB (ente principale trasporti della città), quindi mega consiglio che vi do: attenti alle date, anche perché nelle macchinette automatiche il cambio data è posto in alto a destra in un pulsante neanche troppo evidente, e questo può disorientare un po’. Noi (l’errore l’ho commesso io), per una mancanza così sciocca, abbiamo dovuto buttare via 43,20€ di biglietti, dovendone spendere altrettanti per comprare quelli giusti…una rabbia che non vi dico (più che altro mia…).

#GattiErranti: avrò incontrato gatti nella capitale olandese?

amsterdam gatto

Questa macchietta adorabile attendeva che la sua padroncina/o le aprisse la porta; incontrata poche ore dopo il nostro arrivo in città…era dolcissima!!!

 

 

 

Il nostro viaggio in Olanda

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2020-11-03T11:25:11+00:00Gennaio 20th, 2020|Errando per Europa|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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