Cosa vedere a Berlino in 2 giorni

Berlino: un viaggio obbligatorio nella storia del nostro tempo

E’ proprio vero che viaggiare ti fa venir voglia di viaggiare ancora! Siamo appena tornati dal tour nei Paesi Bassi, sia io che Fra non pensiamo ad altro che a ripartire (e la settimana di ferie davanti a noi non aiuta), quindi mani al telefono e inizia la ricerca sfrenata di un week end last minute! Il budget è limitato e la partenza da Torino sembra essere la scelta più sostenibile, easyjet ci punzecchia con le offerte volo+hotel, tant’è che ci convince a partire per Berlino 3 giorni dopo la prenotazione, per 3 notti in tutto!

L’arrivo nella capitale tedesca è previsto per le 17.35, quindi il primo giorno sarà totalmente dedicato alla sistemazione e alla cena. Come hotel, tra le varie opzioni, abbiamo scelto l’hotel California, che resta in piena Kurfurstendamm, una via vivissima e piena di locali, a due passi dalla fermata Uhlandstrasse della metro. Ci attrezziamo di Berlin Welcome Card (con cui viaggiamo su tutti i mezzi pubblici ed usufruiamo di sconti nei musei) e siamo pronti a viverci (nel mio caso rivivere) la splendida Berlino!

PRIMO GIORNO

porta di brandeburgo berlinoNel primo giorno pieno ci buttiamo in centro con la metro, voglio mostrare a Fra i monumenti più importanti, quindi la porta di Brandeburgo in primis (fermata metro Brandeburger Tor) già gremita di turisti alle 8 del mattino, dando giusto uno sguardo fugace al Tiergarten (il parco più grande di Berlino che inizia proprio oltre il monumento) e l’imponente Reichtag (il palazzo di governo), entrambi protagonisti del secondo giorno di tour. Ci lasciamo alle spalle l’epica porta per visitare il monumento alla memoria delle vittime dell’Olocausto, un luogo che io amo particolarmente, perchè per quanto banale possa sembrare, camminare tra queste torri di cemento scuro ti dà un senso di freddezza e perdizione, che penso fosse l’obiettivo dell’artista. Purtroppo Fra non apprezza quanto me questo luogo, ma nell’arco del viaggio anche la sua sensibilità verrà messa alla prova! Torniamo in direzione della porta di Brandeburgo per poi passeggiare sull’imponente Unter den Linden dove, girovagando tra le vie traverse, incontriamo splendide piazze come monumento alla memoria delle vittime dell'OlocaustoBebelplace, che ospita la bellissima Cattedrale di Berlino, un’ immensa struttura circolare (che mi ricorda un po’ la Gran Madre di Dio a Torino), sfortunatamente chiusa per restauro, o come Gendarmenmarkt (che a dicembre ospita i mercatini di Natale della città), storica piazza in cui risiedono due chiese identiche (come piazza San Carlo a Torino..ma siamo sicuri di essere a Berlino?). Noi amiamo camminare (se non si è ancora capito!) quindi ci siamo goduti la passeggiata (circa 20 minuti a piedi) fino al Berliner Dom, che fa capolino subito dopo  un ponte; in alternativa potete usare i numerosi bus che passano sovente sulla Unter den Linden.

berliner domNel Berliner Dom decidiamo di entrare, ringraziando la Welcome Card che ci riserva uno sconto di 2€ a biglietto. E’ la prima volta anche per me, il Duomo ci avvolge nella sua immensità e sontuosità, la cupola dorata ci lascia letteralmente con il naso in su e la bocca aperta! Il biglietto ci permette di salire fin sopra la cupola per ammirare l’immensa struttura dall’alto, come fossimo fortunati spettatori di un’opera rara; ci permette anche di salire all’esterno della cupola per godere della vista di Berlino, oggi baciata dal sole (è da poco passato ferragosto), con la torre televisiva che fa il suo trionfale ingresso nell’opera.

Lo stomaco subentra a metà atto per ricordarci di mangiare, così attraversiamo il fiume Sprea e ci fermiamo da dean&david, una catena specializzata in bowl supersane e panini, dove un vegetariano può gozzovigliare come un re (ma anche per i carnivori ci sono opzioni di insalate con pollo).

berliner dom vistaPieni e soddisfatti ce la passeggiamo per l’isola dei musei, luogo culturale per eccellenza della città, sito proprio dentro al Berliner Dom. Per gli appassionati di musei, qui c’è da perderci giornate intere! Personalmente sono entrata solo nel museo più famoso dell’isola, ossia il Pergamon museum: una città nella città, al suo interno infatti, troverete mitici reperti e strutture intere provenienti sopratutto dalla Turchia, come la porta di Babilonia e l’altare di Zeus, ma anche dall’antica Roma e dalla Grecia, come la porta di Mileto.

museo di storia naturale berlinoNoi però abbiamo già acquistato online il biglietto per un altro museo, quello di Storia Naturale, che non risiede all’interno dell’isola ma facilmente raggiungibile da qui attraverso la linea U6 uscendo appunto alla fermata Naturkundemuseum. Vedere la ricostruzione di uno scheletro di un dinosauro è un’esperienza davvero elettrizzante (un po’ meno vedere quella del tirannosauro e scoprire che è una ricostruzione 3d ma sono giustificati, stanno ancora studiando le ossa per capire il suo stile di vita e l’età esatta), ci sono tantissime specie di animali presenti all’interno del museo, uno schermo ci racconta come sia nata la terra e come nei secoli si sia formato il mondo che oggi conosciamo. Tutto estremamente interessante e veloce da visitare (un paio d’ore bastano). Tornati alla luce del sole, sfruttiamo nuovamente la metro per raggiungere lo Sprea e farci un bel tour guidato lungo il fiume. La Berlino antica e moderna ci scorre intorno intanto, un po’ come scorre la birra (ambrata, buonissima) e l’eccentricità della guida tedesca che a tratti si ricorda che non tutti capiamo la sua lingua e ci onora di qualche traduzione in inglese.

Potsdamer Platz berlinoTorniamo in camera per una doccia e un po’ di relax, poi di nuovo in metro per salutare uno dei miei luoghi preferiti: Potsdamer Platz, dove ci immergiamo nel futuristico Sony Center e mangiamo in uno dei locali. Davanti all’ingresso della metro ci accolgono pezzi del muro, quasi come a dirci “ci vediamo domani, ecco cosa vi aspetta”.

SECONDO GIORNO

Così la mattina seguente ci dirigiamo nella East Coast, scendendo con la metro a Warschauer Str. e iniziando il nostro percorso. Io l’avevo già visto, ma questi luoghi continuano a emanare forza e emozioni senza tempo. Mentre mi emoziono assisto alla reazione di Fra a tutto questo, anche lui è presente e muro di berlinoconcentrato su quello che il luogo racconta, il silenzio regna, anche se i soliti turisti casinari e ignoranti cercano di innervosirci (e a tratti ci riescono). Io sono un po’ all’antica, non vado in un luogo perchè è di moda o fa figo, Berlino è sede di uno dei crimini contro l’umanità più gravi mai messi in atto dall’uomo, e questo ha comportato una quantità di sofferenza e sacrificio senza limiti, per questo credo che la città vada vissuta e visitata con questo rispetto nel cuore.

Finite le riflessioni su questo museo a cielo aperto,  approfittiamo del traffico impetuoso della Muhlenstrasse per prendere il bus 300 e raggiungere un’altra famosa piazza di Berlino: Alexanderplatz. Lo alexander platz berlinoammetto, non mi è piaciuta la prima volta che l’ho vista e non mi è piaciuta neanche questa volta! La trovo una piazza fredda (lo stampo Sovietico è palese), caotica (è un vero e proprio snodo tra tutti i mezzi pubblici della città) e la presenza del mercato coperto più importante della capitale tedesca non aiuta in quanto a caos, ma questo non vuol dire di evitarla, è comunque uno dei poli più vivi e importanti e da qui si può ammirare la torre della televisione in tutta la sua bellezza (siamo inaspettatamente di fronte al quarto edificio più alto d’Europa con i suoi 368mt). Un’altra ragione per far visita ad Alexanderplatz è che dista solo 10 minuti a piedi da Hackescher Hofe, ossia il quartiere ebraico: una galleria vi trasporterà all’inizio del XX secolo, 8 cortili eleganti e dall’architettura moderna e colorata vi conquisteranno e intratterranno grazie anche alle botteghe caratteristiche presenti, un viaggio indimenticabile!

quartiere ebraico berlinoL’ora di pranzo si fa sentire, un po’ come si fa sentire in Fra il bisogno di vedere uno dei luoghi più turistici di Berlino: checkpoint Charlie, io personalmente l’avrei evitato! Il bus 200 ci trascina in questa penosa realtà dove fronde di turisti divertiti si scavalcano per vedere la costruzione più artificiosa della storia tedesca! Per carità, checkpoint Charlie è esistito ed era in quella posizione, quella che si “venera” oggi è una ricostruzione che non si capisce perchè attira più turisti di altri luoghi più consistenti, ad ogni modo do questa soddisfazione a Fra e poi ci nascondiamo nei vicoli per sfuggire alla marea di curiosi pranzando in uno dei mille locali presenti in zona (di cui non ricordo il nome), preparandoci per un altro museo non lontano da lì. Il museo ebraico berlinoJudisches Museum dista infatti solo 10 minuti a piedi da checkpoint Charlie, ed è la nostra prossima meta. Sempre attraverso la Welcome card riceviamo uno sconto sul biglietto e ci immergiamo in questo museo/esperienza davvero particolare. Già solo la struttura (risultato della mente contorta dell’architetto Libeskind) è unica nel suo genere, con le forme nette e decise. Il museo racconta la storia di molte famiglie ebree negli anni della guerra, ma offre anche una vera e propria esperienza sensoriale attraverso l’architettura geniale di Libeskind: il percorso da lui strutturato porta a tre corridoi, chiamati assi, che ti accompagnano nei tre destini capitati al popolo ebreo: l’asse dell’Olocausto, l’asse dell’esilio e l’asse della continuità; ogni asse ti porta ad museo ebraico berlinouna stanza che cerca di mettere in pratica un emozione precisa. Personalmente ho vissuto nel profondo l’esperienza, è un vero e proprio dialogo emotivo tra te e l’architettura; Fra mi ha seguito a ruota, percependo una connessione tra il museo e il muro. E’ stato triste vedere una classe di giovani entrare nelle stanze e divertirsi come fosse un parco giochi…chissà, forse da ragazzini avremmo fatto lo stesso…o forse no?

Usciti dal museo cerchiamo l’ingresso della metro, che dista 10 minuti a piedi, passeggiata che ci porta ad ammirare svariate opere di street art di una bellezza disarmante: penso che dedicare un’intera giornata alla ricerca delle più belle opere di street art della città non sarebbe una giornata sprecata! Troviamo la metro e prendiamo la linea U6 scendendo a Alt-Tegel per poi scarpinare ancora un po’ per raggiungere il Reichtag, e quindi nuovamente la porta di Brandeburgo. Avendo prenotato con così poco anticipo la vacanza, non c’è stato modo di prenotare la visita all’interno del palazzo del governo che era già totalmente esaurita! E’ infatti possibile accedere gratuitamente all’interno dell’iconica sede del governo tedesco, passeggiando reichtag berlinosulla cupola vetrata che la contraddistingue, ma devi essere fortunato a trovare i posti liberi, noi purtroppo non lo siamo stati! Ci limitiamo ad ammirarla da fuori (e dici poco!) per poi insinuarci nello splendido Tiergarten. Una lunga passeggiata tra verde e silenzio è il massimo che si può chiedere dopo una lunga e calda giornata di tour! Al centro del parco svetta orgogliosa la colonna della Vittoria, splendida colonna dorata alta 67mt, eretta a fine 800 per commemorare la vittoria della Prussia nella guerra prussiano-danese. E’ colonna della vittoria berlinopossibile salire sul monumento per godere del panorama, ma c’è un biglietto da pagare che questa volta non beneficia degli sconti della welcome card (3€). Torniamo lentamente verso l’hotel, fermandoci ad osservare curiosi l’ambigua struttura nata per la mostra internazionale dell’edilizia del 1957, simpaticamente chiamata dai tedeschi “l’ostrica incinta” per via della forma che ricorda i citati molluschi (oggi ospita eventi culturali da tutto il mondo).

Dopo una breve pausa in hotel, usciamo per l’ultima volta (l’ultima cena!), non prima di dare un’occhiata alla splendida Chiesa commemorativa dell’imperatore Guglielmo (sita a due passi dal nostro hotel), esempio lampante dell’ingegno tedesco nell’unire il classico al moderno: la chiesa risale a fine 1800 ma è stata gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale; i suoi resti non sono stati toccati, tant’è che la nuova chiesa è costruita intorno ad essi: sia la torre campanaria che la struttura principale sono un trionfo di colore, la struttura infatti è composta esclusivamente da uno scheletro di cemento a forma di nido d’ape e vetri colorati negli spazi. Vederla di sera illuminata è ancora più emozionante che di giorno!

chiesa imperatore guglielmo berlinoPer l’ultima cena scegliamo un pub che è un sogno per gli amanti della birra: il the pub, che dista pochissimi minuti dalla fermata della metro Alexanderplatz; la sua particolarità è avere gli spillatori di birra direttamente sul tavolo, nel menu ci sono anche opzioni vegetariane, per cui abbiamo chiuso la vacanza con un gigantesco hamburger (il mio vegetariano ovviamente) e con due boccali di birra spillati da noi!pub a berlino

Berlino è una di quelle città che non mi stancherà mai, ha troppo da raccontare, è viva, spigliata e ingegnosa, i tedeschi non sono i padroni di casa ideali anzi, sono piuttosto scontrosi e antipatici con i turisti, ma almeno tutti parlano inglese e capirsi è un attimo! Mi ha nuovamente spiazzato vedere tanti (troppi) barboni, anche tanto (troppo) giovani, triste conseguenza di una città che vuole andare avanti a tutti i costi, lasciando indietro chi non riesce a seguirla. I servizi pubblici sono impeccabili e puntuali (sperando sempre che non salga qualche elemento inquietante, cosa che abbiamo appurato essere una possibilità molto probabile), il traffico è sempre intenso, come le emozioni che ti porti a casa ogni volta che te ne vai, con una frase che ti si tatua nel cuore, protetta della speranza di un futuro più saggio: per non dimenticare.

BERLINO, BERLINO E ANCORA BERLINO!

Se questa città non vi basta mai, vi invito a leggere l’articolo che ho scritto per l’editoriale online Gazette du Bon Ton Berlino: un viaggio emotivo tra conflitto e storia.

Dettagli del viaggio

  • A Berlino i mezzi di trasporto si sprecano, sopratutto quelli su rotaia, infatti esiste la metropolitana sotterranea chiamata U-bahn, la metropolitana di terra chiamata S-Bahn e i classici tram e bus. Ogni angolo della città è facilmente raggiungibile attraverso questi mezzi.
  • Grazie alla Welcome Card potrete usare tutti i mezzi appena citati all’infinito per i giorni che vi servono. Essa è acquistabile per un minimo di 2 giorni e il prezzo varia in base alle zone di Berlino che volete visitare o l’aeroporto da cui arrivate; se vi limitate alle zone AB potrete viaggiare fino all’aeroporto di Tegel, se invece viaggiate dall’aeroporto di Schonefeld, allora vi servirà il biglietto con zone ABC. I prezzi variano da 23€(AB) e 28€(ABC) per 2 giorni, fino a 49€(AB) e 52€(ABC) per 6 giorni.
  • Al di là dei servizi pubblici, c’è anche un altro mezzo molto usato in città: il monopattino elettrico. Se ne trovano a centinaia nell’arco di una giornata, ci si può salire in 2 e il loro utilizzo è facilissimo: scaricate l’app, vi registrate inserendo la carta di credito, pagate 1€ ogni volta che sbloccate un monopattino e 15cent al minuto!
  • Noi siamo stati in visita da martedì a venerdì e non siamo andati al Mauerpark perchè sapevo che non avremmo trovato molta vita! Se voi capitate nel week end, non fatevelo scappare! Troverete mercatini dell’usato e stand con street food tipico tedesco, un’occasione perfetta per immergervi nel loro mondo!

Curiosità su Berlino

  • La struttura del Judisches museum ha una forma a zig zag e i berlinesi la chiamano blitz (fulmine), ma in realtà l’idea dell’architetto era di rappresentare una stella di David destrutturata.
  • Andando da Starbucks abbiamo trovato una comoda brochure (munita di mappa della città e della metro) con informazioni su tour guidati gratuiti in città in lingua inglese, spagnola e tedesca, organizzata dall’associazione New Europe. Il ritrovo è sempre davanti allo Starbucks  della porta di Brandeburgo. Le visite sono svariate e dipendono dall’argomento, vanno dalla più classica a quella più inusuale come il beer tour! Noi non ne abbiamo approfittato ma ci è sembrata un’iniziativa carinissima!

#GattiErranti: avrò incontrato gatti in città?

gatto sul muro di berlino

Il #catallert di questo viaggio arriva direttamente dall’iconico muro..e meno male, perchè non abbiamo incrociato nessun felino reale durante il nostro viaggio!

Articoli dall’estero

Articoli dall’Italia

2020-11-03T11:11:22+00:00Maggio 28th, 2020|Errando per Europa|

Scritto da:

Sono Federica, perennemente in viaggio con la testa o con i piedi, scrivo per ispirare viaggiatori come me, alla continua ricerca della bellezza in Italia ed Europa, utilizzando sopratutto i treni come mezzo di trasporto principale.
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